uso utile del maltempo

Un provvidenziale clima avverso.
Star dentro,
qualcosa che abbraccia.
Sicuro luogo; colori nuovi per oggetti
che hanno molto viaggiato per giungere.
I timbri a cera.
Un bicchiere e il suo contenuto ambrato. Vento.
Le parole misurate di poetesse essenziali,
felpate pagine.
Porta scossa da bordate.
Raccoglimento di quel genere
che genera chiarezza.
Non lì per amore eri, ma per la crescita.
Mentre impazzano nubi la luce varia lesta
Si rimescola ciò che gira nella testa.
Una chiusa d’occhi
per non perdere quel che spetta agli altri sensi
la loro parte di tempesta:
lì lame d’aria negli spifferi,
là scrocchi dolenti di rametti
altri particolari. Muse.
Con cui usare utilmente il maltempo
loro ripetibili e presenti compagne
per chi aspira intuirsi.
La cattura di un refolo che sa di neve
candida seriamente.

nuvola che fa perfetto il cielo

Praticamente svetti.
Esci dalle ordinarie
quotidiane melme
e la camicia bianca su blu che hai –
nuvola che fa perfetto il cielo
pensata per attrarre brezze;
sventolano gli orli fuori dalla braga
risibili i confini !
Rafforzi in questo.
Accessorio il resto.
A tributo non c’è sguardo immune
al mutare non comune
che porti con te nelle correnti.

fruscio di buchi

Artisti malconci, giocolieri maldestri
con grazia un po’ spaccona
lungo strade di campagna.
Trampoli in spalla, la valigia dei trucchi
rudimentale illusionismo.
Silenti in marcia sul ghiaino
fruscio di buchi
malinconici passionali
cuori affamati.
Di paese in paese
a caccia di qualche soldo
che transiti dalle tasche a una bettola.
Bene così, per loro.
Parlano a sguardi
bisogna rimanere tre più il cane,
preso questo a baricentro
le infinite direzioni,
la moltitudine di lingue
il conforto della possibilità.
Materializzazione, prossimamente.

retrobottega rosso

Si trova scese due rampe di scale strette,
le pedate limate dal tempo.
Vai circospetta avvertendo umidità
raro ossigeno
tutto rosseggia
anche il soffitto
e la penombra proclama fioco aiuto ed una regola:
disarmati si entra.
Non è garantita esperienza, per questo si ama
l’attesa di qualunque comparsa. Sospeso infantile.
Anticipano nebbie rosse anch’esse
soffuso alcolico una nota di clamore
fiori plastici profumano vasi alti
e su casse da vino irte di schegge
sono esposte debolezze,
gente vagabonda alla ricerca della propria.
Questo nel retrobottega
crolla la difesa – ammessi al
tempio della stravaganza –
spianata bianca
circo delle libertà. Muovi tra trapezi
i saltimbanchi non saltano sei tu che li salti
calzamaglie
pacche sulle spalle, incoraggiamenti
scorte pericolanti su per le pareti.
Come tutto questo sia entrato
nel luogo angusto che eri e spaccarti le finestre.
Nemmeno sai se hai visitato il luogo
o il luogo te.
Fuori l’aria torna chiara.